L’ISOLA DELLE BAMBOLE

Xochimilco, il lago di Città del Messico in lingua nàhuatl, la lingua degli aztechi, significa “luogo dove crescono i fiori”. Centinaia di chinampas, piccole isole artificiali da loro costruite prima dell’arrivo degli spagnoli e convertite in orti, lo hanno trasformato in un dedalo di canali navigabili immersi in una vigorosa natura tropicale. Intorno a questo lago ruotano storie, racconti mitologici, bizzarri esseri come l’Axolotl, altro nome nàhuatl, un curioso animale antico e misterioso che vive solamente in queste acque ed è unico nel suo genere: è in grado di rigenerare i suoi organi ed i suoi arti, se vengono danneggiati, senza alcuna traccia di cicatrici. Per questo gli antichi aztechi lo veneravano, considerandolo l’incarnazione di una divinità. È in questo strano e misterioso luogo che si svolge la nostra storia.

Don Juan Santana Barrera era un contadino di mezz’età, aveva una vita tranquilla, una moglie, una figlia e un pezzetto di terra da coltivare – vicino al lago – e che gli dava da vivere. Un giorno, forse in preda ad una inquietudine che da un po’ di tempo avvertiva dentro di sé; forse per un irrefrenabile bisogno di isolarsi dal mondo o, chissà, più semplicemente il richiamo del lago, decise di andare a vivere e coltivare una chinampa, un isolotto artificiale, sul lago Xochimilco. Poco tempo dopo accadde un fatto che avrebbe cambiato per sempre la vita di Don Juan. Vide una bambina che annaspava in acqua tentando di rimanere a galla. Non ci pensò due volte, prese la sua barca e cercò di raggiungerla più rapidamente possibile, ma arrivò troppo tardi. La piccola era ormai scomparsa tra le acque scure del lago. Don Juan non si dava pace e cominciò ad avvertire intorno a sé la presenza dello spirito della bambina. La notte se la trovava davanti, il giorno sentiva che si aggirava irrequieta sul piccolo isolotto. Era spaventato. Pensava che lo spirito della piccola, essendo affogata, non avrebbe mai trovato pace. Forse lo avrebbe perseguitato per il resto della sua vita. Allora pensò: come posso alleviare il suo dolore? Se avesse delle bambole con cui giocare, forse si sentirebbe meno sola. Cominciò a cercare bambole dappertutto. Nei mercatini, nelle discariche, chiedeva in giro se avessero delle bambole da regalargli, anche rotte. Al ritorno da ogni sua spedizione a caccia di bambole, le appendeva agli alberi dell’isola. Gli anni passavano, lo spirito della piccola continuava a tormentarlo e il numero delle bambole cresceva. Ormai erano centinaia e con il tempo diventavano sempre più spettrali. Ma forse non erano le bambole di cui aveva bisogno, ma di un altro spirito con cui condividere la sua solitudine. Fatto sta che Don Juan, ormai vecchio, annegò nello stesso punto dove morì la piccola e in molti pensano che adesso il vecchio e la bambina si tengano per mano, in fondo al lago.